Duri scontri si sono verificati ieri sera nel centro di Bologna: decine di migliaia di manifestanti, solidali con la resistenza palestinese, hanno circondato la partita della vergogna tra Virtus e Maccabi Tel Aviv. La polizia ha risposto con cariche, un fitto lancio di lacrimogeni e un massiccio uso degli idranti per difendere la doppia zona rossa istituita attorno al PalaDozza. La squadra israeliana e la sua tifoseria sono considerate da molti emblemi della destra sionista, suprematista e razzista.
Un’intera area della città è stata militarizzata, con ingenti spese pubbliche per chiudere strade, cantieri e perfino scuole. Il corteo, partito da Piazza Maggiore, è stato bloccato prima ancora di raggiungere la zona concordata e poi spezzato dalle modalità di gestione dell’ordine pubblico.
La sicurezza predisposta per il match di Eurolega tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv aveva tutti gli elementi di una trappola, e così è stato. Come una profezia che si autoavvera, la decisione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di far disputare la partita nel cuore di Bologna si è trasformata in un inevitabile confronto tra i manifestanti del movimento Blocchiamo Tutto e le forze dell’ordine.
Alle 18, in Piazza Maggiore, è partito un corteo di oltre cinquemila persone che, secondo gli accordi presi con le autorità, avrebbe dovuto attraversare la stessa area urbana del palazzetto mantenendosi però ad almeno 500 metri di distanza. A impedire l’avvicinamento era schierato un contingente di circa 400 agenti, dotati anche di idranti.
Nel punto in cui il percorso si biforcava, all’incrocio tra via Marconi e via Lame, i manifestanti si sono trovati davanti uno sbarramento di agenti in tenuta antisommossa e camionette che ostruivano il passaggio. La tensione è salita rapidamente: sono stati lanciati alcuni petardi verso la polizia, che ha attivato gli idranti e poi sparato numerosi candelotti lacrimogeni.
Il corteo si è quindi disperso su più strade, improvvisando barricate con cassonetti e utilizzando dispositivi pirotecnici per tenere a distanza gli agenti, i quali hanno continuato a seguire la manifestazione con cariche e facendo ampio uso di lacrimogeni e getti d’acqua. Il contatto diretto tra una parte del corteo e la polizia si è verificato solo in via Rivareno.
A quel punto il corteo è stato spezzato in due dalle forze dell’ordine, e lo scontro è diventato più acceso: nuovi colpi di idrante contro i manifestanti, che hanno risposto con lanci di sanpietrini ed erigendo ulteriori barricate con cassonetti e materiali da cantiere.
A fine serata risultano “misterioramente” feriti otto agenti, mentre quindici manifestanti sono stati identificati. Uno è stato fermato. All’interno del palazzetto, nonostante il sequestro preventivo delle bandiere palestinesi, alcune sono comunque comparse sugli spalti.

Il riassunto l’intera giornata di Federico della redazione dell’Emilia Romagna di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
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