di Avv. Giuseppe Romano
Incontro attivisti e avvocati sabato 14 marzo a Torino Un appuntamento in cui sarà anche presentata una rete di penalisti che segue da molti anni i movimenti sociali
L’associazione a delinquere…. croce e delizia di Digos e Ros italiani. Tutti i movimenti c.d. antagonisti hanno toccato con mano la solerzia con cui polizia e carabinieri hanno indotto svariati pubblici ministeri a contestare il reato associativo a molteplici realtà che si sono viste indagate o processate ma mai condannate.
Tracciare una mappatura di questi processi nel tempo e nello spazio offre una desolante panoramica di come il mezzo sia usato come una clava contro chi fa politica dal basso in virtù dell’evidente stigma che porta con sé la sola etichettatura. Destinatari: chi agisce nel concreto dei territori organizzando iniziative quotidiane, corpi che condividono spazi freddi d’inverno caldi d’estate impegnandosi in finalità che incrociano il tema del lavoro, dell’ambiente, della casa fino alla rielaborazione di spazi di comunione sociale e modelli alternativi.
Le assoluzioni che si sono susseguite non cancellano le svariate conseguenze che le pendenze penali hanno prodotto arrivando in alcuni casi a desertificare esperienze meritevoli. Le assoluzioni non cancellano neppure le numerose iniziative cautelari e preventive sofferte dai militanti. Il clamore mediatico è solerte in fase di prima accusa e cala con l’esito che sconfessa l’impostazione delle procure. Per questo una rete di penalisti (che si occupa della difesa dei movimenti) promuove una giornata di diversa narrazione portando alcuni processi paradigmatici che hanno visto indagati centinaia di attivisti. Le associazioni asseritamente a delinquere finalizzate ad occupazioni di case nel Giambellino a Milano, quelle in giudecca a Venezia, quelle romane ma anche i sindacalisti scambiati per un sodalizio criminoso, i comitati dei disoccupati a Napoli, il reato associativo contro gli anarchici fino all’emblematico caso di Askatasuna parimenti assolta in primo grado dai giudici torinesi.
All’incontro parteciperanno professori universitari di diritto penale e sociologia ma non sarà una scadenza accademica. Gli avvocati che hanno seguito i processi ne parleranno affianco agli attivisti che li hanno subiti i quali a loro volta ne restituiranno il senso nel loro vissuto.
Nell’occasione sarà anche presentato il nuovo progetto della rete dei penalisti che si sta coordinando in Italia. Questo collettivo (aperto ed in aumento) è composto da professioniste/i che seguono da anni centri sociali, sindacati, movimento anarchico, pro pal e attiviste/i per il clima.
Il tutto sarà trasmesso in diretta streaming (seguiranno informazioni più dettagliate).
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