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A Firenze per fare movimento. Un appello per rispondere alle condanne di alcuni attivisti noglobal toscani.

Novemebre 2002, Firenze. La Fortezza dal Basso è il punto di convergenza per migliaia di attivisti provenienti da tutta Europa per partecipare al primo forum sociale continentale. Alla manifestazione conclusiva saranno in settecentomila. Giornali e opinion leaders scriveranno di una grande università popolare. Per il movimento di critica alla globalizzazione neoliberista, un momento di confronto tra sensibilità e culture politiche tra loro eterogenee, dove la diversità è considerata un punto di forza. Poi la guerra permanente cambierà lo scenario. E molti degli organizzatori del forum sociale europeo proveranno a fermare la macchina militare, visto che anche l’Italia dovrà mandare soldati in Afghanistan prima e in Iraq poi.Manifestazioni per bloccari i treni della morte, ma anche per portare il dissenso sotto le istituzioni statali. Oppure per affermare la libertà di movimento dei migranti o per rivendicare il diritto alla casa o per combattere la precarietà dei rapporti di lavoro. Molti di loro sono stati denunciati e a sei anni dal forum sociale i tribunali hanno emesso le prime sentenze, che prevedono una montagna di carcere. Come è già accaduto nei processi di Genova e Cosenza. Per rispondere a questo clima emergenziale, è nata la proposta di portare nuovamente a Firenze la voce, e i corpi, di quanti hanno condiviso il forum sociale europeo. È stato scritto un appello(lettera aperta) destinata a tutte le componenti italiane organizzate e non del forum sociale europeo per denunciare il clima repressivo che si respira oramai in Italia e per invitare tutti a una due giorni di discussione. Le date indicate sono l’1 e il due marzo. Il programma dei lavori prevede un’assemblea generale per sabato su «La guerra permanente e il securitarismo», seguita da uno spettacolo, mentre la domenica mattina il tema da affrontare sarà: «Genova, Porto Alegre, Firenze, 15 Febbraio e il nuovo ciclo dei movimenti sociali». Il pomeriggio sarà infine dedicato a «Precarietà e nuove povertà, nessuno può farcela da solo». Gli organizzatori dell’iniziativa tengono però a precisare che il programma è ancora «impreciso», perché lo spirito della costruzione dell’iniziativa è lo stesso del forum sociale europeo: un work in progress basato sulla pratica del consenso.

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