Il 9 agosto 1945 alle 11 del mattino, l’esercito degli Stati Uniti lanciò una bomba atomica sulla città giapponese di Nagasaki. Solamente tre giorni prima avevano distrutto la città di Hiroshima, usando per la prima volta un’arma nucleare. Si stima che il bombardamento di Nagasaki causò tra i 60mila e gli 80mila morti, e che circa la metà morì nei primi istanti dell’esplosione.
La città di Nagasaki si trova all’estremità sud-occidentale del Giappone. Proprio come Hiroshima, fino a quel momento sostanzialmente era stata risparmiata dai bombardamenti americani. Alcuni aerei statunitensi però l’avevano bombardata il 1° agosto: le bombe avevano distrutto alcune industrie, il porto e l’ospedale. La portata dell’attacco era stata, tutto sommato, piuttosto contenuta: aveva però convinto le autorità locali che fosse meglio evacuare una parte dei residenti, che quindi non si trovavano in città quando, il 9 agosto 1945, venne distrutta da una bomba atomica.
Nagasaki era un importante porto e un centro industriale. Fu la seconda, e fino a oggi l’ultima, città a essere distrutta da una bomba nucleare.
La bomba sganciata su Nagasaki era più potente rispetto a quella di Hiroshima. Fece, però, meno danni, in parte anche a causa dell’orografia della città: le colline protessero alcuni residenti dall’esplosione.

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