6 luglio 2002 muore Pietro Valpreda

Il 6 luglio 2002 muore a Milano all’età di 69 anni Pietro Valpreda. Nato a Milano il 29 agosto 1933, artigiano e quindi ballerino, sin dai primi anni sessanta frequenta i principali circoli anarchici di Milano, prima il “gioventù libertaria” di cui Giuseppe Pinelli era stato uno dei fondatori, poi il “Sacco e Vanzetti” di via san Maurilio ed infine il “Ponte della Ghisolfa”.

Nel 1969 si trasferisce a Roma dove frequenta il circolo Bakunin e poi fonda, con altri compagni anarchici, il “Circolo 22 marzo”.

Accusato dal tassista Cornelio Rolandi, che sosteneva di averlo trasportato avanti e indietro quel giorno con una valigetta, al ritorno scomparsa, alla banca della Agricoltura, Valpreda viene arrestato il 15 dicembre 1969 come autore della strage del 12 dicembre 1969.

Nonostante una massiccia mobilitazione su vari fronti Valpreda, sempre proclamatosi innocente, rimarrà in carcere 1110 giorni fino al 29 dicembre 1972 allorchè uscirà per decorrenza termini di carcerazione preventiva solo a seguito della approvazione di una Legge apposita (la n. 773 del 15 dicembre 1972) che introduceva un limite temporale alla carcerazione preventiva anche per il reato di strage che prima non prevedeva la scarcerazione se non dopo la Sentenza di assoluzione.

Assolto il 23 febbraio 1979 dalla Corte di Assise di Catanzaro, assoluzione confermata dalla Corte di Assise di Appello di Bari del 1 agosto 1985 e dalla Cassazione del 27 gennaio 1987, Valpreda, tornato a Milano, scriverà insieme al giornalista Piero Colaprico, alcuni gialli ambientati nella mala milanese con protagonista il Commissario Binda l’ultimo dei quali non riuscirà a completarlo per il sopraggiungere della malattia che si rivelerà fatale.. (davide steccanella)