26 febbraio 2023: La strage dei migranti nella costa di Steccato di Cutro

Carichi residuali che non dovevano partire”. Il ministro Piantedosi commentava in questo modo vergognoso il naufragio e la morte di 94 persone (accertate), di cui 34 bambini, durante la strage di Cutro. Secondo i sopravvissuti almeno 180 migranti, partiti dalla Turchia, viaggiavano su un natante in direzione delle coste italiane. La nave, arenatasi su una secca a poche decine di metri dalla costa di Steccato di Cutro, fu travolta dalle onde del mare che la distrussero. All’intervento di pescatori e abitanti del luogo si deve il salvataggio di 80 sopravvissuti.

In seguito, un dettagliato rapporto di Frontex ha rivelato di aver segnalato la barca alle autorità italiane sei ore prima della tragedia. La comunicazione era corredata da foto termiche che evidenziavano un carico eccessivo e il rischio di naufragio. La mancanza di giubbotti di salvataggio e le condizioni del mare confermavano il pericolo imminente. Ma non è intervenuto nessuno. Il messaggio fu inviato da Frontex alle 23:03, ma per sei ore non intervenne nessuno. Anzi, dalle intercettazioni tra guardia di Finanza e guardia Costiere emergono frasi terribili come “tanto so migranti” o “Senza una richiesta di aiuto non usciamo”. La richiesta arriva alle 04:11, quando uno dei naufraghi riesce a contattare i carabinieri invocando i soccorsi ma ormai è tardi. In pochi minuti la “Summer of Love” si inabisserà sul litorale di Cutro mentre i cadaveri si ammasseranno sulla spiaggia. Come già detto in passato, pensiamo che nessuna autorità italiana sarà punita perché

la colpa di quei 94 cadaveri è già stata scaricata sui morti e sui sopravvissuti.  Parole come quelle di Piantedosi servono a trasformare le vittime in colpevoli. Ma i migranti non sono colpevoli di nulla. Non sono né risorse da sfruttare né criminali da lasciar morire in mezzo al mare. Sono persone. (da Cronache Ribelli)