Il 19 febbraio 1937 ha inizio ad Addis Abeba una delle più gravi stragi della storia del colonialismo italiano. Dopo l’attentato contro il viceré Rodolfo Graziani, avvenuto il giorno precedente durante una cerimonia pubblica, le autorità italiane danno il via a una repressione di massa contro la popolazione civile.
Nelle ore e nei giorni successivi, reparti dell’esercito e squadre armate collegate all’amministrazione coloniale avviano una vasta operazione di rastrellamenti, esecuzioni sommarie e incendi di abitazioni. La repressione colpisce indiscriminatamente uomini, donne e bambini, con migliaia di vittime.
L’episodio, ricordato in Etiopia come Yekatit 12 (dal calendario etiope), segna uno dei momenti più sanguinosi dell’occupazione italiana e viene considerato un punto di svolta nella politica di terrore applicata dal regime fascista nei territori conquistati.


