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Sull’ergastolo ostativo

Gli ergastolani ci dicono: se non volete rieducarci, allora ammazzateci, ma assumetevene la responsabilità morale.

Se davvero qualcuno crede che in Italia l’ergastolo non esista e che dal carcere vi escono tutti, non sa cosa significa Ergastolo Ostativo. L’ ergastolo ostativo è una pena perpetua che esclude definitivamente il condannato dal circuito rieducativo e rende irrilevante ogni progressione dello stesso, finendo con l’uguagliare la pena fino alla morte, alla pena di morte. Ergastolo ostativo vuol dire annullamento del proprio futuro, espropriazione di vita, annientamento di ogni speranza, ovvero tortura. Torturare a vita una persona è peggio che ucciderla. La pena dell’ergastolo, con la legge attuale equivale alla pena di morte, servita un po’ per volta, fino alla fine.

Partiamo proprio da questo punto per capire le varie motivazioni per cui l’ergastolo ostativo debba essere abolito.

Siamo lo Stato più condannato da quando è stata istituita la Corte Europea. Ovvero siamo in uno Stato che pretende dai cittadini il rispetto di quelle regole che lui stesso non rispetta. Abbiamo nella Costituzione l’art. 27 che è costantemente violato. La pena a cui sono condannati gli ergastolani è senza scampo, in quanto il significato “rieducazione del condannato” viene completamente annullato. (Giovanni Leone).

L’ergastolo ostativo è incostituzionale perché trattamento equivalente alla tortura. Tortura che viene somministrata lentamente, ora dopo ora, determinando un trattamento contrario al senso di umanità.

L’ergastolo ostativo è incostituzionale perché non riconosce e non garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (art. 2, Cost.). Si tratta di diritti dell’uomo, e non del cittadino, poiché la natura di questi diritti va oltre la dimensione politica della cittadinanza. I diritti inviolabili sono garantiti anche dai trattati europei e quindi non solo nella propria nazione di nascita.

L’ergastolo ostativo è incostituzionale perché prevede il divieto di concessione dei benefici carcerari, riservandosi di concedere questi ultimi solo ai condannati che collaborino con la giustizia. Tale collaborazione si traduce in un comportamento produttivo di vantaggi, altrimenti non conseguibili e soprattutto si traduce in un baratto tra la propria libertà e quella altrui.

L’ergastolo ostativo è incostituzionale perché è pena perpetua non riducibile, in quanto è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Inoltre l’ergastolo non risponde al bisogno di giustizia, ma a quello di vendetta, soprattutto non risolve il problema reale, che è quello di vivere in un Paese civile ed avanzato, in cui la sicurezza individuale è tutelata da una giustizia equa. Una giustizia vendicativa e non rieducativa non riduce la criminalità, anzi è un pessimo insegnamento per i cittadini.

Abolendo l’ergastolo ci avviciniamo ad una giustizia che possa fare del nostro paese un modello avanzato di civiltà.

L’ergastolo è una pena terribile, in quanto non è molto diversa dalla pena capitale perché di fatto toglie, oltre che la libertà di agire anche la libertà di pensare e di progettare”. E’ con queste parole che Umberto Veronesi si dichiara per l’abolizione dell’ergastolo ostativo.

Da Umberto Veronesi a Stefano Rodotà, a Margherita Hach, tanti sono i nomi di personaggi illustri, che senza timore hanno avuto il coraggio di considerare l’ergastolo qualcosa di disumano, paradossalmente afflitto dal nostro stesso stato. La lotta alle mafie si fa sui territori, prevenendo l’attecchimento di questi fenomeni e non mantenendo il carcere a vita. E’ proprio questo che si dovrebbe aprire una seria riflessione su quanto sia servito continuare in trattamenti contrari al senso di umanità, quanto sia servito essere stati condannati dalla Corte Europea, e quanto sia servito dare uno “schiaffo” alla Nostra Costituzione.

Carmen Veneruso Associazione Yairaiha Onlus

 

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