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“Quando lo stato spara sulla folla” armi non letali e taser in Francia e Italia

A più di un anno dalla pubblicazione del libro “Costruire evasioni. Sguardi e saperi contro il diritto penale del nemico“, il collettivo Prison Break Project pubblica un nuovo contributo contro la repressione che colpisce (soprattutto ma non solo) la conflittualità sociale.
Prison Break Project nella riflessione sull’uso delle armi non letali nel contesto eu ropeo propone una versione aggiornata della brochure “Quando lo stato spara sulla follapubblicata nel novembre 2017,  un testo approfondito in particolare sul caso francese, adesso il nuovo lavoro del collettivo analizza l’uso di queste armi in Italia, proprio a partire dal Taser.

L’avvio effettivo, a partire da questo 5 settembre,  della sperimentazione del Taser come dotazione delle forze dell’ordine renda importante portare al centro dell’attenzione collettiva una riflessione sull’impiego dei vari strumenti tecnologici e militari volti a spezzare le forme di organizzazione del conflitto sociale.
L’adozione di quest’arma non letale viene accompagnata da una pietosa retorica che ripete come il taser sia considerato un’alternativa alla pistola. L’esperienza mostra invece come ogni sperimentazione di nuove armi alla polizia apre nuove pratiche di repressione, di singoli e folle. Il taser, come è stato giustamente detto, diventerà piuttosto un’alternativa al manganello, con gli innumerevoli rischi per la vita di chi ne sarà colpito.

Qui l’opuscolo in Pdf da scaricare Prison-Break-Project – Quando lo stato spara (2018)
e il link alla sua versione multimediale on-line con alcuni video sottototitolati:
Prison Break Project

prisonbreakproject.noblogs.org
social: facebook.com/Prison.break.project

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