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La repressione contro le lotte sociali a Brescia: dal settembre 2015 ad oggi, 25 processi con 177 imputati e imputate

Si è svolto l’ennesimo processo,  venerdì 30 settembre, contro le lotte sociali al Tribunale di Brescia.

Alla sbarra dieci attiviste e attivisti della lotta per il diritto all’abitare di Brescia. Sette di questi sono militanti dell’Associazione diritti per tutti.

I fatti contestati dalla Procura risalgono al 30 settembre 2013 e riguardano un’occupazione del Comune di Mazzano per chiedere una soluzione abitativa concreta per una famiglia rimasta senza casa in seguito ad uno sfratto e che era costretta a dormire in un furgone, parcheggiato davanti al Municipio.

I capi d’imputazione vanno dall’occupazione di pubblico edificio all’interruzione di pubblico servizio fino a violenza privata. Dopo l’esame dei teste dell’accusa l’udienza è stata chiusa e aggiornata al 2 dicembre per l’audizione di alcuni imputati e per il dibattimento.

A microfoni di Radio Onda d’Urto Manlio Vicini, avvocato dei sette imputati dell’Associazione diritti per tutti. Ascolta o scarica qui

Le considerazioni di Umberto, di Diritti per Tutti, che parte dall’udienza di oggi su Mazzano per una serie di considerazioni generali sulla mole di processi, a Brescia, contro le lotte sociali. Ascolta o scarica qui

Nel corso dell’ultimo, dal settembre 2015 ad oggi, presso il Tribunale di Brescia sono stati celebrati contro le realtà del Movimento bresciano 25 processi con 177 imputati e imputate. Nei prossimi mesi, fino al termine del 2016 sono previste altre 10 udienze con 94 imputati-e-. Sono stati e saranno processati compagni e compagne giovanissimi ed adulti, studenti e migranti.

Siamo di fronte ad una vera e propria campagna di criminalizzazione delle lotte sociali: a finire sotto processo sono i picchetti antisfratto, quest’anno ben 403 tra Brescia e provincia; le occupazioni di alcuni Comuni per conquistare il diritto alla casa o di A2A e dell’anagrafe contro l’art 5 e per il diritto alle residenze e alle utenze dei servizi minimi fondamentali di acqua-luce e gas; le mobilitazioni contro l’austerity e la scuola-azienda; iniziative in difesa della salute e del territorio, contro fascismo e razzismo, per i diritti dei migranti. Il tentativo di alcuni pm con l’elmetto è quello di far piazza pulita nel bresciano dell’antagonismo e della conflittualità sociale.

Nonostante questo clima, non si fermano le pratiche di lotta per impedire gli sfratti. Sempre questa mattina, venerdì 30 settembre, tre picchetti antisfratto e altrettanti sfratti così bloccati e rinviati al 25 novembre nel quartiere meticcio e popolare del Carmine, in centro a Brescia. Un altro sfratto impedito a San Pancrazio di Palazzolo: qui ottenuto il passaggio da casa a casa.

Da Radio Onda d’Urto

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