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Bologna: Poletti in Montagnola “e il Pd fa manganellare”

Hobo: “Abbiamo tentato di entrare alla Festa dell’Unità e siamo stati fermati, identificati, spintonati e picchiati senza motivazione”.

Dopo la protesta nei confronti del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, la Festa dell’Unità nazionale in corso alla Montagnola è di nuovo teatro di contestazione verso gli esponenti del governo Renzi. Stasera era prevista la presenza del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Questo il resoconto diffuso via Facebook da Hobo: “Abbiamo provato ed entrare alla Festa dell’Unità alla Montagnola di Bologna per poterci confrontare con il ministro del Lavoro, Poletti, ma non ci hanno fatto entrare! Siamo stati fermati, identificati, spintonati e picchiati senza motivazione da celere e Digos. Questo il nuovo servizio d ordine del Partito Democratico”, che “fa manganellare chi prova a contestare. Questo il dialogo di Poletti”.

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> Il comunicato diffuso in serata da Hobo:

hoboDa Bologna a Milano: vi roviniamo la festa!

In ormai evidente crisi di iscritti, dopo aver fallito nel reclutamento porta a porta e regalando la tessera con i biglietti di Expo, questa sera alla Festa dell’Unità a Bologna abbiamo visto i volti degli ultimi militanti del Partito Democratico rimasti: hanno caschi, scudi e manganelli, sono celerini e carabinieri. Questa sera erano schierati armati di tutto punto a tutti gli ingressi del parco pubblico della Montagnola, per difendere Poletti, il ministro del lavoro gratuito e del Jobs Act, di Mafia Capitale e del sistema di sfruttamento cooperativo. In spazi vuoti, le forze dell’ordine erano incaricate dal futuro Partito della Nazione di respingere chiunque provasse a entrare, soprattutto se giovane. Fanno un deserto e lo chiamano Festa dell’Unità.

Ma la velocità e l’intelligenza collettiva riescono a passare ovunque. Penetrati nel parco che dovrebbe essere pubblico, celerini e carabinieri si sono gettati all’inseguimento di compagne e compagni, aggredendo e pestando in modo brutale chi veniva buttato per terra. Un compagno è stato violentemente manganellato alla testa, riportando un taglio profondo e perdendo abbondantamente sangue. Le cariche e le minacce (al grido di “vi ammazziamo” e “froci di merda”) sono continuate per tutto il parco e sulle scale, mentre le forze dell’ordine cercavano di allontanare i giornalisti.

La determinazione di chi non abbassa la testa di fronte al partito unico della città e della nazione ci ha permesso di ricompattarci e continuare la contestazione di fronte all’ingresso principale del parco, dove abbiamo scaricato sul servizio d’ordine del Pd (leggi celerini e carabinieri) cassette di frutta e verdura. Non pago del lavoro gratuito, Ciacco Poletti vorrebbe infatti mandarci a scaricare le cassette durante le vacanze estive, ma oggi le cassette le abbiamo scaricate su di loro.

Il pavido ministro di Legacoop aveva dichiarato di essere pronto al dialogo democratico con i contestatori. Quel dialogo ha avuto ancora una volta la forma delle cariche e dei manganelli, simbolo inequivocabile di un governo senza alcuna legittimità.

Anche oggi la vostra festa è rovinata. Ci vediamo a Milano il primo maggio!

Hobo – Laboratorio dei Saperi Comuni 

 

da zic.it

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